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Visualizzazione dei post da Novembre, 2011

Gestire il cambiamento

Il mondo cambia velocemente, ma l'uomo non si adegua altrettanto velocemente. Il mondo si evolve, ogni giorno ci scambiamo tonnellate di informazioni, cosa impensabile solo pochi anni fa. L'avvento di internet è paragonabile a quello della stampa, ma ha dato a tutti un'opportunità enorme: l'accesso ad una montagna di informazioni in tempo zero e a costo zero. Ma questo comporta cambiamenti repentini, ed il cambiamento va gestito. Molte volte il cambiamento crea disagio, molto probabilmente perchè siamo stati condizionati dalla generazione precedente. Gente che mirava a "sistemarsi", al "posto fisso"... e quindi rimaneva nello stesso posto di lavoro per 35 anni. Cambiare sarebbe stato traumatico, e questa paura ci è stata trasmessa; probabilmente in qualcuno ha fatto breccia e lasciare la strada vecchia per quella nuova...
E' statisticamente provato che i nostri figli, in 50 anni di carriera, cambieranno lavoro 25 volte. Beati loro! Hanno la poss…

Parola d'ordine: motivazione!

In Italia, diversamente da tutti gli altri Paesi, c'è sempre stata la tendenza a conservare a lungo il proprio posto di lavoro, in alcuni casi addirittura lo stesso per tutta la vita. In molti casi il datore di lavoro considera come un tradimento la dipartita di un collaboratore, e il dipendente stesso se ha un buon rapporto con la direzione trova difficoltà nel lasciare l'azienda.
Un curriculum costellato di esperienze lavorative può essere letto in due modi: è una persona alla continua ricerca di stimoli o che si stufa in fretta? E' un curioso o un attaccabrighe? Mi capita spesso di incontrare imprenditori che mi chiedono come trattenere i collaboratori migliori in azienda.
Motivazione! Un lavoratore non motivato cerca nuovi stimoli da un'altra parte, chi ha la motivazione rimane fedele, perchè ha prospettiva.
Per motivare le persone ci sono due metodi, uno semplice ed uno difficile. Quello semplice è naturalmente il denaro, perchè è quantificabile e di certa qualifi…

Rat Race e preoccupazioni sulla carriera

Molte professioni sembrano essere caratterizzate da quella che viene definita come rat race (una concorrenza esasperata), caratterizzata dal fatto che le persone lavorano molto più duramente e con orari più lunghi per mantenersi a livello degli altri (e magari un po' avanti) di quanto apparentemente abbia senso fare secondo un qualsiasi calcolo razionale di costi è benefici sociali. Ad esempio, gli avvocati, i consulenti aziendali, i docenti universitari spesso lavorano 70-80 ore alla settimana, sacrificando la loro vita sociale, le loro famiglie e pure la loro salute per il lavoro. Le soddisfazioni, in questi tipi di impiego, sono elevate ma sembra improbabile che ogni ora extra impiegata nel proprio lavoro permetta di conseguire guadagni che superano i costi. Fenomeni come questo sorgono nel caso di studenti che studiano “troppo” per l'ammissione alle università più prestigiose del Giappone e alle grandes écoles in Francia – gli studenti starebbero tutti meglio se ci fosse …